12 MAGGIO: AGGIORNAMENTO MISSIONE NEPAL
Torna a tremare la terra in Nepal. Tre forti scosse di terremoto hanno interessato la zona est di Kathmandu per 30 minuti causando panico fra la popolazione.
Le notizie che ci giungono dal Nepal, nonostante le scosse di terremoto, sono buone, il nostro GCU, è in una zona sicura, ove non ci sono pericoli diretti per la salute degli stessi. Inoltre vi avvisiamo che la missione volge al termine.
Dal Sito del Dipartimento di Protezione Civile: Terremoto Nepal: 900 pazienti trattati nell’ospedale da campo italiano
12 maggio 2015
Proseguono le attività del team italiano in Nepal, coordinato da funzionari del Dipartimento della Protezione Civile e composto da membri del Gruppo Chirurgia d’Urgenza di Pisa e personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, inviato dal nostro governo per supportare le autorità locali nelle attività di assistenza alla popolazione duramente colpita dal terremoto dello scorso 25 aprile.
L’ospedale da campo, situato nel villaggio di Satbise, nel distretto di Nuwakot a circa quattro ore di viaggio da Kathmandu, in nove giorni di operatività ha fornito assistenza a circa 900 pazienti provenienti non solo dalle zone limitrofe, ma anche da distretti più distanti, rimasti isolati per diversi giorni dopo il sisma.
In particolare, nella giornata di ieri, 11 maggio, sono stati 77 i pazienti che hanno fatto ricorso al posto medico avanzato italiano, mentre oggi la struttura ha registrato 116 visite, anche in seguito alla forte scossa registrata nella tarda mattinata.
Proprio l’indispensabilità della struttura medico-sanitaria nel villaggio di Satbise, ha spinto il Governo nepalese a richiederne la cessione stabile. Favorevolmente accolta dal Governo italiano, la richiesta è in via di formalizzazione. Il Team presente in Nepal – in collaborazione con l’Amabasciata italiana in India, accreditata anche presso il Governo nepalese, il locale Ministero della Sanità e le Autorità doganali – si sta adoperando per porre in essere tutte le procedure necessarie all’atto di donazione del PMA, così da assicurare la continuità di assistenza sanitaria alla popolazione dell’area di Trisuli, affiancando il lavoro svolto dall’ospedale Governativo.
Infine, dato che gli edifici della “Uttargaya Public English School” sono risultati non agibili in seguito alle verifiche condotte dai Vigili del Fuoco del team italiano, a breve saranno donate dodici tende a quattro archi del Dipartimento della Protezione Civile destinate all’accoglienza degli studenti che così potranno riprendere le lezioni scolastiche e le attività educative.
Dal sito della Nazione: Ripartiranno per l’Italia entro il fine settimana i volontari del gruppo di chirurgia d’urgenza di Pisa e i vigili del fuoco specializzati nel soccorso in caso di terremoti che per due settimane hanno operato in Nepal assistendo la popolazione colpita dal sisma. Lo si apprende da Giuseppe Evangelista, presidente del gruppo di chirurgia d’urgenza dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa. «La scossa di stamani – ha spiegato Evangelista – ha provocato ulteriori vittime ed è stata avvertita anche nell’area dove si trova il contingente italiano, dove c’è stato molto spavento ma per fortuna nessun danno. Non ci sarà comunque un secondo turno della nostra spedizione, perché il governo nepalese si è detto in grado di fare da solo. Noi comunque doneremo gran parte del nostro materiale al Nepal». Il contingente italiano, che ha agito sotto l’egida del dipartimento nazionale della protezione civile, lascerà di fatto l’ospedale da campo ai nepalesi. Rientreranno in Italia solo le sale operatorie mentre il resto (tende e materiale sanitario) sarà spostato e rimontato a circa 10 chilometri di distanza dal luogo, nei pressi del confine con il Tibet, dove è attualmente allestito e dove sono stati curati migliaia di pazienti. Il materiale sarà funzionale ad un ospedale nepalese fortemente lesionato dal sisma del 25 aprile scorso. Intanto la Caritas di Pisa ha indetto per domenica prossima una colletta in tutte le parrocchie: «Tutti abbiamo potuto vedere l’immane tragedia che ha colpito il popolo nepalese – è l’appello dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto – e se grande è stato l’impatto emotivo del momento, altrettanto è stato il calo di attenzione sui soccorsi che hanno stentato a muoversi in un Paese dove la povertà della maggioranza degli abitanti non ha mai fatto notizia. Siamo tutti consapevoli che anche qui da noi le necessità dei poveri stanno aumentando a dismisura anche per le migliaia d’immigrati che attraversano il Mediterraneo alla ricerca di pace e giustizia, ma non dobbiamo mai dimenticarci di chi è ancora più povero e abbandonato a sé stesso».
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